domenica 26 febbraio 2012


21/02/2012

UN CAFFE' CON L'AUTORE

Villaricca, alla biblioteca: «L’Italia che frana»

Mercoledì la presentazione del libro di Bartolomeo Sciannimanica


Villaricca, la biblioteca comunale
VILLARICCA. La democrazia funziona se si rispettano le regole. Se le regole non si ritengono giuste è bene cambiarle. Certamente non è accettabile la doppia morale: “Facciamo regole rigide, tanto poi non le facciamo rispettare”. Questa è una strada pericolosa, che porta all’arbitrio […] ed amplia la strada della corruzione. Con queste parole, Bartolomeo Sciannimanica, l’autore del libro L’Italia che frana apre ad una lettura di straordinario interesse nell’abito dei fenomeni di abusivismo e di corruzione dilagante, nel sud del Paese e, più in generale in tutta la nostra “bella Italia”.

L’opera. Ogni possibilità di intervento da parte dei cittadini, nella formazione dei processi di governo del territorio, diventa vana, se gli stessi interessati non sono in grado di valutarne gli effetti. Così come abbiamo imparato a scegliere prodotti ad alta tecnologia, come automobili, televisori, foto-camere, ecc., senza per questo essere esperti di termodinamica, di elettronica o di ottica, imparando a riconoscere le caratteristiche essenziali e tra esse discernere, è necessario che avvenga un identico processo di crescita diffusa della conoscenza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale, di potenzialità economiche dei territori, di abusivismo edilizio, di sicurezza. L’Italia che frana, in modo efficace e sintetico, contiene gli elementi di valutazione dei processi territoriali. L’Italia che frana è la metafora di una pericolosa condizione di instabilità che interessa il nostro Paese, così come il resto del mondo occidentale.

L'autore. Bartolomeo Sciannimanica è nato ad Acquaviva delle Fonti (BA) nel 1949; calabrese di adozione ha trascorso la sua giovinezza a Scalea (CS). Si laurea in Ingegneria meccanica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; esperto di territorio e ambiente, ha insegnato per molti anni presso l’Università degli Studi di Urbino, fin dalla costituzione della Facoltà di Scienze Ambientali. Vive e lavora a Napoli, dove ha diretto il Servizio ambiente del Comune di Napoli e, successivamente, il Settore urbanistica della Regione Campania; libero professionista, è titolare dell’insegnamento di Ecologia presso il Laboratorio di Sintesi del corso di studi in Scienze dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

L’iniziativa, come ogni mercoledì, sarà caratterizzata dalla lettura di alcuni brani scelti con recitativo del Collettivo teatrale L’anima ed il suo doppio – Associazione TeatroinFiore, con la regia di Lucio Michetti. Sulle letture, effetti e coloriture musicali a cura del Maestro Massimo Capocotta (Pianista) e del Chitarrista Lello Cardone (Chitarrista), dell’Associazione Illimitarte, in un intrigo di musica, teatro e letteratura di straordinario livello culturale. L’appuntamento mercoledì 22 Febbraio, ore 17:30, nella biblioteca comunale di Villaricca

lunedì 20 febbraio 2012

Presentazione alla Biblioteca comunale di Villaricca


BIBLIOTECA COMUNALE DI VILLARICCA

Un Caffè con l’autore, l’appuntamento settimanale con la cultura,
presenza L’Italia che frana, un libro di Bartolomeo Sciannimanica.
L’iniziativa mercoledì 22 Febbraio, ore 17:30, biblioteca comunale di Villaricca

... La democrazia funziona se si rispettano le regole. Se le regole non si ritengono giuste è bene cambiarle. Certamente non è accettabile la doppia morale: “Facciamo regole rigide, tanto poi non le facciamo rispettare”. Questa è una strada pericolosa, che porta all’arbitrio […] ed amplia la strada della corruzione. Con queste parole, Bartolomeo Sciannimanica, l’autore del libro L’Italia che frana apre ad una lettura di straordinario interesse nell’abito dei fenomeni di abusivismo e di corruzione dilagante, nel sud del Paese e, più in generale in tutta la nostra “bella Italia”.

L’opera. Ogni possibilità di intervento da parte dei cittadini, nella formazione dei processi di governo del territorio, diventa vana, se gli stessi interessati non sono in grado di valutarne gli effetti. Così come abbiamo imparato a scegliere prodotti ad alta tecnologia, come automobili, televisori, foto-camere, ecc., senza per questo essere esperti di termodinamica, di elettronica o di ottica, imparando a riconoscere le caratteristiche essenziali e tra esse discernere, è necessario che avvenga un identico processo di crescita diffusa della conoscenza in materia di pianificazione urbanistica e territoriale, di potenzialità economiche dei territori, di abusivismo edilizio, di sicurezza. L’Italia che frana, in modo efficace e sintetico, contiene gli elementi di valutazione dei processi territoriali. L’Italia che frana è la metafora di una pericolosa condizione di instabilità che interessa il nostro Paese, così come il resto del mondo occidentale.

L'autore. Bartolomeo Sciannimanica è nato ad Acquaviva delle Fonti (BA) nel 1949; calabrese di adozione ha trascorso la sua giovinezza a Scalea (CS). Si laurea in Ingegneria meccanica presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”; esperto di territorio e ambiente, ha insegnato per molti anni presso l’Università degli Studi di Urbino, fin dalla costituzione della Facoltà di Scienze Ambientali. Vive e lavora a Napoli, dove ha diretto il Servizio ambiente del Comune di Napoli e, successivamente, il Settore urbanistica della Regione Campania; libero professionista, è titolare dell’insegnamento di Ecologia presso il Laboratorio di Sintesi del corso di studi in Scienze dell’Architettura presso l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”.

L’iniziativa, come ogni mercoledì, sarà caratterizzata dalla lettura di alcuni brani scelti con recitativo del Collettivo teatrale L’anima ed il suo doppio – Associazione TeatroinFiore, con la regia di Lucio Michetti. Sulle letture, effetti e coloriture musicali a cura del Maestro Massimo Capocotta (Pianista) e del Chitarrista Lello Cardone (Chitarrista), dell’Associazione Illimitarte, in un intrigo di musica, teatro e letteratura di straordinario livello culturale.

mercoledì 15 febbraio 2012


La democrazia si fonda su un voto che vada ad un candidato che unisca alla capacità di acquisire consensi, la competenza. Se l' elettore, che non è incolpevole delle cattive scelte, preferisce votare il suo "amico", nella speranza di ottenere favori personali, deve sapere che il consenso dato ad un incapace potrebbe avere una contropartita collettiva talmente grave da mettere in discussione anche il vantaggio personale ottenuto. Se ne stanno accorgendo i greci, che hanno dato la loro fiducia ad un personale politico corrotto ed incapace, che ha portato "TUTTI", non solo quelli che non avevano amici, nel baratro. Se ne accorgono, ormai da sempre, le popolazioni del Sud dell'Italia e se ne stanno accorgendo, negli ultimi anni anche quelli del Nord. Per rimanere in Italia, la vicenda della ex Margherita deve essere letta alla luce di una completa assenza di regole nella vita dei partiti e dei sindacati. Il paragrafo riportato di seguito è tratto dall'Italia che frana, pubblicato a giugno 2011 e quindi scritto almeno un anno prima, dove si evidenzia che la questione non è contingente ma appartiene ad una condizione strutturale che è la causa del disastro politico e del mancato sviluppo.

3.7 La crisi della democrazia


Le moderne democrazie devono avere come obiettivo strategico la felicità dei cittadini attraverso scelte autorevoli. L’autorevolezza delle scelte fatte dai governanti di un Paese democratico è il fondamento perché le democrazia si rinforzi ed i cittadini riscontrino l’efficacia di una scelta collettiva. Quando le scelte non sono autorevoli la democrazia assume alcune delle caratteristiche dei sistemi di governo non democratici, in quanto, una scelta effettuata esclusivamente perché il possesso della maggioranza dei voti lo consente non è una scelta democratica, da qualsiasi parte venga. Spesso diviene una scelta effettuata neanche nell’interesse della sola parte, composta dai cittadini-elettori che hanno votato la compagine politica vincente, ma ad uso esclusivo del ceto politico che detiene la maggioranza dei consensi ed alcune volte anche di quello in minoranza. In democrazia ottenere la maggioranza dei voti è condizione necessaria per governare in modo democratico, ma certamente non sufficiente. Senza scelte autorevoli la democrazia finisce in burletta, trascinando lo Stato in una condizione di grave degrado etico e morale che immancabilmente si ripercuote negli aspetti economici e sociali, in una spirale che getta la collettività in uno stato di assoluto abbandono. La maggioranza dei voti raccolti non è il requisito fondamentale della democrazia perché altrimenti dovremmo sostenere che le dittature del Novecento erano sistemi di governo democratici. Per le follie di Stalin, Hitler, Mussolini, Franco la gente ha acclamato ed è andata a combattere in guerre sanguinose, altro che recarsi in una cabina elettorale. Scelte non autorevoli che hanno gettato quelle popolazioni nel lutto e nella disperazione. Ma cosa è una scelta autorevole, se non una scelta fatta nel convincimento di adottare la più valida soluzione sotto il profilo scientifico e tecnico, nell’interesse della collettività ed in generale della umanità? Il sistema democratico italiano è in grave crisi perché i soggetti che la Costituzione ha scelto come mediatori della democrazia, i partiti ed i sindacati, non sono organismi democratici. I sistemi di reclutamento sia nei sindacati che nei partiti, sono affidati a complicate regole che alla fine consentono ai detentori di pacchetti di tessere di addivenire ad accordi tattici per la individuazione della classe dirigente. Essendo gli accordi tattici e non strategici – e quindi non legati a visioni complessive ed a obiettivi collettivi, ma a posizionamenti di singoli beneficiari –divengono difficilmente modificabili, in quanto, ognuno, dovendo tutelare la propria opportunistica posizione e temendo di perderla, preferisce adottare le più caute soluzioni, che immancabilmente coincidono con le meno efficaci per coloro che di quella azione politica dovrebbero essere i beneficiari. A questa logica non si sottrae nessun partito e nessun sindacato, dai più piccoli ai più grandi, da destra a sinistra. Infatti una legge elettorale efficace dovrebbe normare per prima l’attività dei partiti, consentendo ad ogni cittadino, indipendentemente dalla conoscenza o meno di un esponente-padrone delle tessere, di essere iscritto ad un qualsiasi partito, individuando metodi di iscrizione e permanenza con un sistema normativo che garantisca l’effettiva libertà di espressione di ogni singolo aspirante e componente. La nostra democrazia è andata all’inverso dai partiti delle idee siamo passati ai partiti dei capipopolo, con i loro nomi nel simbolo. Piccoli ducetti di un sistema politico polidittatoriale, dove l’interesse del leader non si discute, pena la esclusione dall’elenco dei notabili ai quali è assicurata l’elezione. Alla caduta del muro di Berlino, alle forze politiche di destra e di sinistra non sembrò vero di poter dismettere il vincolo strategico che li legava ai loro elettori e decretarono la fine delle ideologie, attribuendo a queste ultime tutto ciò che di male era successo negli anni precedenti. Prima di proseguire, è il caso di affermare con forza che vi sono ideologie che portano alla guerra, alla violenza ed ai disastri sociali ed ideologie che si fondavano e si fondano sul rispetto di tutti gli uomini, del territorio e dell’ambiente. Ideologie che negano l’uso delle armi per dirimere qualsiasi conflitto e che ritengono che lo sviluppo debba interessare tutti gli uomini e tutte le aree della terra. Già vedo il sorriso sarcastico del solito scettico qualche volta in mala fede o peggio, in buona fede. A quel sarcasmo vorrei rispondere invitandolo a riflettere su quanto egli stesso può constatare nel nostro Paese e nel mondo intero ed in tutta coscienza affermare che questa condizione economica, sociale ed ambientale possa essere foriera di risultati positivi per l’umanità. A meno di non voler palesemente e banalmente enunciare:“Il mondo è fatto così!”, che è meglio rassegnarsi, ma alcuni dovranno morire di fame, di guerra, di disastri ambientali! Io non mi rassegno e penso che questa visione, come è sotto gli occhi di tutti, non solo è contraria ad ogni visione umanitaria dell’esistenza, ma non è neanche rassicurante per noi privilegiati del mondo, che saremo sempre meno sicuri, a meno che non intendiamo militarizzare il mondo.

da L'Italia che frana di Bartolomeo Sciannimanica pagg. 103-106

domenica 22 gennaio 2012

“L’Italia che frana” un vademecum contro l’abusivismo


Repubblica Napoli

SOCIETA'

NAPOLI n XVI



DOMENICA 27 NOVEMBRE 2011Al Blu di Prussia

“L’Italia che frana”

un vademecum

contro l’abusivismo

ALESSIO GEMMA



«UNA casa per tutti? Non è uno slogan, ma un obiettivo da perseguire. A Napoli è necessario un piano di governo del territorio che tenga insieme sviluppo, tutela dell’ambiente e uguaglianza sociale. Altrimenti l’area orientale non riparte, Bagnoli va a rilento e la città non sarà mai collegata a uno dei porti più grandi del mondo». Bartolomeo Sciannimanica, 62 anni, barese di nascita e calabrese d’adozione, 13 anni spesi prima al Comune di Napoli e poi alla Regione Campania a dirigere i servizi ambiente e urbanistica, prova a rimettere insieme i cocci de “L’Italia che frana” (126 pagine, Graus editore, 13.50 euro). Il libro sarà presentato dall’autore martedì alle 17.30 al “Blu di Prussia” in via Filangieri. Interverranno Carmine Gambardella,  Libero Mancuso, Luigi Mascilli Migliorini, Renato Nicolini, Ugo Ricciardi, Vincenzo Siniscalchi, Francesca Ghidini. Da un lato le 20 mila segnalazioni annuali di abusi in Campania, dall’altro i 350 mila nuclei familiari in condizioni di disagio abitativo: Sciannimanica parte dalla sua esperienza in Regione, con 400 unità immobiliari demolite in 5 anni, per arrivare a una  conclusione: «Il problema è che i vani realizzati vengono messi sul mercato libero e acquistati da chi ha più soldi e non da chi ne ha più bisogno». Il risultato è che il 44 per cento delle famiglie napoletane è in affitto e paga un canone che prosciuga il 60 per cento del loro reddito. «Ma ciò non giustifica l’abuso edilizio – continua Sciannimanica – che deforma la democrazia, produce consenso elettorale, riduce l’imprenditore in un soggetto bisognoso degli amministratori perché le regole che ci sono vengono male applicate ». Un sistema perverso. Con politici, affaristi e cittadini stretti nella morsa dell’illegalità. Al quale  l’autore, da dirigente regionale dell’urbanistica, ha risposto con strumenti innovativi: introducendo gli “appalti preventivi”,  dando avvio a una bacheca pubblica degli abusi edilizi, puntando su un sistema satellitare (Mistral) per individuare i “mostri di cemento”. «In Campania fino al 2007 non si demoliva, abbiamo riorganizzato gli uffici e abbattuto costruzioni importanti». Dai mille alloggi di Casalnuovo del 2007 ai cento posti barca nel porto romano di Bacoli del 2008, fino allo scoperta delle “pagliarelle” in costiera amalfitana: stuoie di canne usate per coprire manufatti abusivi. «L’urbanistica è diventata una tragedia: una legge del 1942 prevede che per ogni unità immobiliare si debba costruire una superficie di parcheggi. Solo che i box-auto magari vengono trasformati in negozi e ora non sappiamo più dove parcheggiare le nostre macchine per strada».

http://ricerca.repubblica.it/repubblica?query=L'+Italia+che+frana+un+vademecum+contro+l'+abusivismo&view=archivio

venerdì 13 gennaio 2012

http://www.rai.it/dl/tg3/rubriche/PublishingBlock-ba2591cf-e5e5-44db-a2af-4401c6f00a34.html#


 
 
 

4 e 5 febbraio BUK – Festival della piccola e media editoria V EDIZIONE!!!

4 e 5 febbraio BUK – Festival della piccola e media editoria V EDIZIONE!!!



Torna BUK Festival della piccola e media editoria V EDIZIONE il 4 e 5 febbraio 2012 presso la splendida cornice del Foro Boario di Modena.
BUK è una manifestazione ideata da Rossella Diaz e Francesco Zarzana, organizzata dall’associazione culturale Progettarte, con la collaborazione del Comune di Modena, il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Modena e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, della Regione Emilia Romagna e della Provincia di Modena, pensata per favorire la diffusione della piccola e media editoria, dando visibilità alle oltre 100 case editrici che presentano la loro ricca offerta culturale. Sempre più festival letterario, Buk ha conosciuto nelle edizioni passate un grande successo di pubblico (10.000 visitatori nel 2008, 12.500 nel 2009, 15.000 nel 2010, 20.000 nell’ultima edizione del febbraio 2011 sempre a ingresso libero) che ha consentito un’articolazione del programma che si avvarrà della presenza di grandi ospiti e di molte iniziative collaterali: conferenze e dibattiti sui grandi temi dell’attualità, reading e atélier letterari creativi, incontri con autori e personalità della cultura ma anche eventi musicali e spettacoli dal vivo. Il Festival si avvale anche della collaborazione dell’Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia.
Tra le 60 iniziative segnaliamo in particolare:
Generale Luciano Garofano, Stefano Feltri, Bartolomeo Sciannimanica, Claudia Cucchiarato, Laura Efrikian, Maddalena Rostagno, Daniela Francese, Sergio Pierattini….ed ancora, un premio letterario, un concorso di giornalismo scolastico, un convegno, tavole rotonde, presentazioni ed oltre 100 editori presenti….
BUK 4 e 5 febbraio 2012…. IS COMING…